Le Grotte di Camerano
Una caratteristica di Camerano sono le numerose grotte scavate nel suo sottosuolo, cioè nelle arenarie compatte risultanti dalle sabbie calcaree plioceniche. Queste grotte, già note nel passato, rivelano una rete ipogea ad andamento labirintico con vari ingressi e, nella maggior parte dei casi, comunicanti fra loro.
Sono scavate prevalentemente nel sottosuolo del centro storico, nell'area compresa tra la Piazza, le vie Maratti e San Francesco sotto il" cosiddetto "Sasso ne", rupe sulla quale sorgevano il più antico nucleo della città murata ed il castello.
Da molti si è ritenuto che le grotte di Camerano non fossero altro che semplici cave di arenaria, e può aver indotto in tale errore la palese utilizzazione del materiale estratto per la costruzione delle abitazioni più antiche. Ma anche una sommaria esplorazione delle stesse fa escludere questa ipotesi.
Infatti, su almeno quindici grotte esaminate nell'area più antica, soltanto una ha l'aspetto evidente di una cava; tutte le altre presentano rifiniture, decorazioni e particolari "architettonici" tali da far cadere questa interpretazione data ad esse da alcuni autori nel passato (Donzelli, De Bosis, Procaccini Ricci), che hanno dedicato qualche cenno a questa caratteristica del sottosuolo cameranese. Alcuni ambienti sotterranei presentano addirittura l'aspetto di chiese con volte a botte, a cupola o a vela e sono decorati con simboli religiosi o altri fregi a bassorilievo.
Per quanto riguarda l'epoca della loro realizzazione, le grotte di Camera no, così come oggi appaiono, si presume che siano state scavate nel XIV secolo (un pilastro porta incisa la data 1327), ma non è da escludere che esse siano successivi ampliamenti di più antichi ricoveri, luoghi di culto ed opere difensive dei primi abitatori del colle di Camerano, come alcuni elementi superstiti lasciano supporre. In una lapidina, proveniente dalla cosiddetta grotta Costantini, è scritto: "Opus hoc spectabile mira structura extruxit Caesar Todinus nobilis anconitanus anno MDCXXV", ma è da escludere che la lapide si riferisse alle grotte, nelle quali può essere finita accidentalmente. Altre date presenti nelle grotte sono il 1626 ed il 1888.
Dalle loro caratteristiche, gli ipogei sembrano essere stati scavati (o ampliati, se preesistenti) in epoca medioevale, per offrire rifugio alla popolazione e vettovaglie contro le numerose scorrerie da parte di eserciti e bande armate.
Una riprova recente di questa loro principale destinazione è data dall'uso di ricovero che ne è stato fatto nel 1944, in occasione degli eventi bellici di quel periodo, offrendo rifugio e nascondiglio alla maggior parte della popolazione cameranese e di Ancona.